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Finti chiechi, computer sabotati appena scattò l'operazione

Scritto da ENS Campania
Mercoledì 10 Marzo 2010 15:19
FintiCiechiHa paura e chiede protezione. Sotto casa ha visto aggirarsi persone poco sospette, teme per sé e per la sua famiglia. L’appello porta la firma del principale (al momento) teste d’accusa nel corso delle indagini sulla grande truffa delle finte pensioni di invalidità.
Falsi ciechi, falsi pazzi, falsi sordomuti e chissà quant’altro ancora potrebbe venir fuori dalle indagini condotte in questi mesi dai carabinieri del comando provinciale del colonnello Mario Cinque. C’è un testimone, ma anche annotazioni di polizia giudiziaria. Una di queste risale al 12 gennaio scorso e fotografa cosa è avvenuto all’esterno degli uffici gestiti da Salvatore Alajo e dai presunti organizzatori della truffa dei finti invalidi.
Qualcuno - a leggere la nota di pg - avrebbe provato a cancellare tracce ed elementi. Si sarebbe mosso subito dopo gli oltre sessanta arresti ai domiciliari per i beneficiari della truffa. «Presso la sede del patronato di via Solitaria - si legge nell’informativa dei militari - vi era la presenza di ben quattro tra cui Alexandra Danaro (moglie di Salvatore Alajo), di Luigi Alajo (padre di Salvatore), di Ciro Giardulli, ma vi era anche un forte andirivieni di auto con lo stemma dello Stato».
Cos’erano quelle auto con lo stemma dello Stato? Chi c’è dietro il grande sacco all’Inps? È quanto stanno cercando i militari agli ordini del capitano Federico Scarabello e del luogotenente Tommaso Fiorentino, nel corso dell’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dal pm Giuseppe Noviello.
C’è comunque un sospetto, sulla finalità del blitz all’interno del patronato da parte dei soggetti indicati nella nota: «Subito dopo l’esecuzione delle misure cautelari, tali individui hanno provveduto a disfarsi immediatamente dei computer e delle pratiche inerenti la truffa». Verifiche in corso, mentre resta vibrante l’sos lanciato dal teste d’accusa, il primo pentito della storia delle finte pensioni, per il quale il pm ha deciso di correre ai ripari: è stato infatti fissato un incidente probatorio per «congelare» la sua testimonianza e renderla utilizzabile nel corso di un eventuale processo a carico degli artefici della truffa.
Agli atti anche una lettera «intercettata», un manoscritto indirizzato dal consigliere di Chiaia Salvatore Alajo allo stesso pentito, che un tempo faceva parte del business delle finte pensioni. Un testo che suona minatorio, zeppo di rimandi e di avvertimenti: «Caro ”omissis”, purtroppo neanche tu sei diverso dagli altri».
Poi, la lettera di Salvatore Alajo entra nel vivo: «Guarda che hai degli impegni che io da qui sto verificando, impegni che devi portare a termine al più presto, in caso contrario salteranno probabilmente anche le cose precedenti. Aspetto una risposta entro due giorni, ma i guai sono altri». Poi l’affondo finale: «Io mi faccio la galera senza problemi perché sono sempre stato consapevole però non voglio pagare per i reati degli altri o per i complici. Se io parlo, te l’assicuro in due giorni, starete tutti qui a farmi compagnia, perciò comportati bene e stai al fianco dei miei cari».
Parole sinistre, nel corso di quella che gli inquirenti ritengono essere una strategia studiata a tavolino per zittire testimoni, per impedire forme di collaborazione, per limitare i danni. In altre lettere-pizzini, Salvatore Alajo si rivolge a personaggi insospettabili: «State attenti - è il senso dei messaggi - che qui se parlo io, lo scandalo diventa talmente grande da restare sui giornali per almeno due anni».
Grandi manovre, strategie sottili. A partire da un dato di fatto: la truffa delle finte invalidità civili potrebbe interessare un giro d’affari di ben 9 milioni di euro (nove volte tanto quanto era emerso dalle prime indagini) e i soldi non sono stati trovati. Che fine ha fatto il tesoro della truffa? Ci sono soci occulti dietro la famiglia Alajo? Difesi dai penalisti Arturo Frojo e Giuseppe Ricciulli, il consigliere municipale e la moglie Alexandra Danaro respingono le accuse, limitandosi a ripetere di aver solo aiutato la gente del quartiere

http://www.ilmattino.it

 

 


Ultimo aggiornamento ( Lunedì 15 Marzo 2010 13:35 )
 
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